SANTA TERESA di Gesù

Santa Maria nella Badia Fiorentina
15-10-2021

Santa Maria nella Badia Fiorentina

Santa Teresa di Gesù

(letture del Venerdì della XXVIII settimana del t.o., anno dispari)

Celebrazione eucaristica per il 167° della costituzione

del Corpo della Polizia Municipale di Firenze

15 ottobre 2021

[Rm 4,1-8; Sal 31; Lc 12,1-7]

 

 

OMELIA

Le parole di Gesù sono rivolte ai suoi discepoli e costituiscono un insieme di insegnamenti che l’evangelista ha raccolto da contesti diversi e che affida ai suoi lettori come una specie di programma di vita per chi ha scelto di seguire il Signore.

Questi insegnamenti, tuttavia, hanno in sé un valore che trascende la stessa vita di fede e si propongono come indicazioni illuminanti per un comportamento che voglia dare spessore di autenticità alla vita sociale, all’impegno di ciascuno di noi nella società, quindi anche al vostro servizio alla comunità di questa città di Firenze.

Il primo avvertimento che Gesù offre è il rifiuto dell’ipocrisia, un termine in cui possiamo raccogliere ogni comportamento in cui si verifica una frattura tra il dire e il fare, tra l’apparire e l’essere.

 

 

È un forte appello alla coerenza, che, se è rivolto a chi ha la responsabilità di essere testimone del Vangelo, non è meno valido per chi ha il compito di rappresentare i valori della convivenza civile, secondo quei principi che nella nostra patria sono espressi nella Costituzione e nella nostra città sono legati a valori di libertà, solidarietà e bene comune coltivati nei secoli. Un appello alla coerenza che è sempre attuale.

L’altro aspetto che va colto in questo primo richiamo di Gesù è la sottolineatura all’apertura e alla universalità che deve caratterizzare la vita dei discepoli, evitando che si pensino come una casta elitaria, un setta esclusiva. Su questo ci giunge attuale il richiamo ripetuto del Papa a una Chiesa “in uscita”.

L’apertura, l’universalità e quindi l’accoglienza costituiscono a loro volta prospettive altrettanto valide nell’ambito civile, anche in questo caso secondo le tradizioni migliori di Firenze, da vivere oggi nell’atteggiamento di ascolto e dialogo tra culture e popoli che la globalizzazione sociale ed economica e il fenomeno migratorio impongono.

 

 

La successiva affermazione di Gesù segnala che l’annuncio che i discepoli devono portare nel mondo troverà ostilità, rifiuto, persecuzione e morte. Vale per il Vangelo, vale per ogni proclamazione della verità. Vale quindi anche in ambito civile, dove non ovunque la riaffermazione dei principi di bene comune che devono reggere la convivenza sociale trova pronta e convinta accoglienza. Penso concretamente a certe situazioni critiche per l’ordine pubblico e la serena vita comunitaria, alla cui tutela è preposto il vostro servizio. Gesù invita ciascuno a non lasciarsi intimorire nel servizio alla verità e a mettersi in gioco con tutto sé stesso. Per il testimone del Vangelo il riferimento è Dio; per chi è posto al servizio della città è la legge, di cui si è custodi. Nulla deve mettere in crisi la nostra libertà e coerenza.

A concludere una parola di consolazione da parte di Gesù. Nessuno «è dimenticato davanti a Dio». Vale per ogni persona. C’è un valore che ci appartiene come uomini e donne, per la nostra vita, per le nostre relazioni, per la missione che ci è affidata.

Giuseppe card. Betori