INTERVENTO ALL’ASSEMBLEA DEL CLERO FIORENTINO

16-06-2022

INTERVENTO ALL’ASSEMBLEA DEL CLERO FIORENTINO

 

Cattedrale di S. Maria del Fiore, 16 giugno 2022

 

  1. Uno sguardo sul nostro cammino

Per l’annuale assemblea del clero alla vigilia del tempo estivo torniamo a riunirci nella nostra cattedrale, attenti a muoverci con prudenza nell’evoluzione della pandemia, nella quale la Chiesa intende continuare ad accompagnare le comunità con responsabilità.

Lo scorso anno ricordai come il nostro convenire fosse sotto lo sguardo di Gesù che contempliamo nell’affresco della cupola, richiamando le parole con cui lo aveva indicato Papa Francesco, nel discorso al Convegno della Chiesa Italiana: «Giudice di misericordia» (Discorso al Convegno nazionale della Chiesa italiana, 10 novembre 2015). Oggi vi ricordo che la cattedrale costituisce il luogo delle nostre radici e della nostra tradizione. Ne sono segno l’arca di San Zanobi e le tombe dei vescovi fiorentini suoi successori. Essere qui oggi è richiamo a questa tradizione, antica e recente; è sprone a esserne intelligenti continuatori per il nostro tempo.

Il nostro è tempo di cambiamento d’epoca, come continua a ripetere Papa Francesco, ed esige pertanto un profondo cambiamento ecclesiale per stare nella storia, per far sì che il Vangelo sia proposta che giunga al cuore e alla mente della gente. In quest’ottica ci stiamo muovendo nel Cammino sinodale che condividiamo con la Chiesa italiana e con la Chiesa universale. Da quest’ultima – dalla Segreteria generale del Sinodo dei vescovi – ci sono giunte le indicazioni per un processo di ascolto e confronto, che ha visto attivarsi nei mesi scorsi diverse realtà diocesane, parrocchiali anzitutto ma non solo. Ne è scaturita una sintesi diocesana che è stata consegnata alla Segreteria generale della C.E.I., raccogliendo, a quanto mi risulta, apprezzamenti. L’ha pubblicata il nostro settimanale Toscana Oggi. Ve ne raccomando la lettura con i vostri organismi di partecipazione. La nostra sintesi è confluita nella sintesi nazionale, che la C.E.I. invierà alla Segreteria generale del Sinodo dei vescovi. Nel frattempo i referenti sinodali delle diocesi italiane e poi l’Assemblea generale dell’episcopato hanno esaminato quanto emerso dal lavoro nelle diocesi e hanno dato indicazioni per individuare alcuni temi su cui attivare il confronto nel prossimo anno pastorale, ancora dedicato all’ascolto della realtà. Così si legge nel Comunicato finale dell’Assemblea dei vescovi: «Le priorità individuate, sotto forma di “cantiere” sono tre: corresponsabilità e formazione degli operatori pastorali, ascolto dei “mondi” (poveri, giovani, donne, professioni, culture…) e snellimento delle strutture ecclesiali. Ogni Chiesa locale, poi, sceglierà un quarto cantiere, sulla base della sintesi diocesana raggiunta alla fine del primo anno di ascolto. La traccia per il secondo anno sinodale verrà consegnata ai primi giorni di luglio» (C.E.I., Comunicato finale della 76.a Assemblea Generale, 27 maggio 2022). Una sola annotazione: non ci meravigli questa insistenza sull’ascolto, in quanto dobbiamo riconoscere che molte delle nostre pur lodevoli iniziative pastorali non producono i frutti attesi proprio perché si calano su una realtà che non è quella che noi pensiamo, una realtà mutata rispetto ai nostri paradigmi abituali e che attende quindi di essere ascoltata per poter essere raggiunta.

Il nostro cammino di Chiesa continua a progredire all’interno del contesto sociale segnato dalla pandemia, sia pure attenuata, almeno nella prospettiva del tempo estivo. Esorto tuttavia a restare vigili nell’assicurare ai nostri fedeli la certezza che la comunità cristiana ha cura della loro salute e crea condizioni di incontro e di aggregazione in cui vigono regole di attenta precauzione. I nostri uffici pastorali aggiornano periodicamente al riguardo. Tra le tante indicazioni raccomando in particolare l’osservanza della norma che prescrive che l’Eucaristia venga distribuita ai fedeli solo sulla mano. Ma il nostro impegno nei riguardi del contesto pandemico deve andare oltre le problematiche relative alle precauzioni e affrontare le sfide pastorali che esso propone. Ne richiamo due in particolare. Anzitutto l’attenzione ad accogliere e accompagnare le fasce della popolazione che hanno subito i maggiori contraccolpi dall’isolamento e dalle altre forme di sofferenza a cui la pandemia a lungo ci ha condannato. Penso ai ragazzi, di cui si segnalano inedite problematiche psicologiche, ma anche agli anziani, che faticano di più nella ripresa sociale, e soprattutto alle fasce di popolazione più povere o di recente impoverite. L’altro fattore da considerare è la ripresa della vita pastorale e liturgica secondo forme più condivise, in cui si segnalano cali di partecipazione ma anche l’affacciarsi di volti nuovi. Come ho più volte richiamato, occorre fuggire la tentazione di riprendere tutto come era prima, perché tutto non è più come prima. La pandemia ci ha cambiati e questo dovrebbe indurci a dare un volto nuovo anche alle nostre iniziative pastorali, seguendo i cambiamenti della società e facendo tesoro anche di quanto abbiamo dovuto inventare nelle fasi acute della pandemia, scambiando tra di noi esperienze e iniziative messe in campo da ciascuno. Carattere di fondo del nuovo dovrà essere un’apertura maggiore all’esterno e uno spazio di partecipazione più coinvolgente per tutti. Infine, l’evolversi della pandemia mi induce a ritenere che si possa riprendere la Visita pastorale, che dovetti interrompere a inizio marzo 2020. Prossimamente vedremo di rendere noti il calendario e le forme più prudenti con cui procedere nei Vicariati non ancora visitati.

Una parola ritengo di doverla dire a riguardo dell’evento che più ha caratterizzato la nostra vita ecclesiale e cittadina negli ultimi tempi, vale a dire l’incontro di vescovi, voluto dalla C.E.I., “Mediterraneo frontiera di pace” e il forum, promosso dal Comune di Firenze “Conferenza Internazionale dei Sindaci del Mediterraneo”, due eventi che sono poi confluiti in una conclusione comune culminata nella celebrazione a Santa Croce. Riprendendo intuizioni del ven. Giorgio La Pira, i due eventi sono stati occasione per ribadire le ragioni del dialogo e della pace nelle città e tra i paesi del Mediterraneo. Ne è scaturita anche una Carta di intenti che viene proposta come punto di riferimento per i rapporti tra comunità religiose e società civile, toccando temi nevralgici in particolare nei contesti in cui è presente una comunità religiosa in condizione di minoranza. L’organizzazione delle giornate di fine febbraio ha visto la qualificata e fattiva collaborazione del personale delle istituzioni civili e la generosa e valida partecipazione del nostro volontariato, meritando un plauso unanime dei partecipanti all’incontro e al forum, sentimento a cui mi associo con viva gratitudine. Non entro nelle polemiche e i seguenti commenti ingenerati da una fuga di notizie relative all’incontro riservato tra il Papa e i vescovi italiani, che, come potete ben immaginare, non riflettono con veridicità quanto è lì avvenuto. Per me il vincolo della segretezza richiesto a quanti erano lì presenti è un impegno sacro a cui non intendo derogare. Posso però serenamente assicurare che il legame di fiducia e di devozione che mi lega a Papa Francesco è sempre saldo e profondo e sono certo della sua benevolenza.

Spendo una parola anche a proposito della rinuncia al governo pastorale dell’arcidiocesi fiorentina che, secondo quanto previsto dalle norme canoniche, ho presentato al Papa alla vigilia del compimento dei miei 75 anni. La rinuncia è stata accettata, ma al tempo stesso il Santo Padre mi ha chiesto di continuare nel governo pastorale della diocesi “donec aliter provideatur”. Ho accolto questo invito in spirito di obbedienza e nello stesso spirito sono pronto ad accogliere chi mi succederà sulla cattedra di san Zanobi, nei tempi, brevi o lunghi che siano, che la Santa Sede riterrà opportuni. Fino a quel momento nulla cambia per la vita della diocesi. Andiamo avanti quindi tutti insieme, nella comunione e con dedizione, come abbiamo fatto in questi anni.

 

  1. Trasferimenti e nomine

Comunico ora i trasferimenti e le nomine per il nuovo anno pastorale, esito di un lavoro condotto con l’essenziale collaborazione del Vicario generale e dei Vicari episcopali, che ringrazio di cuore. Ringrazio anche i Vicari foranei per le informazioni che mi hanno dato. Ringrazio per la disponibilità quanti sono coinvolti dai cambiamenti.

  1. Sacerdoti e diaconi defunti, nuovi preti e diaconi e nostri preti al servizio di altre Chiese nel mondo.

Prima di elencare le nomine, voglio ricordare i sacerdoti nostri confratelli che, dal giugno scorso, ci hanno lasciato per tornare alla casa del Padre: d. Lamberto Mercantelli, d. Umberto Di Tante, d. Antonio Ferrara, d. Vincenzo Mugnaini, d. Angelo Stefanini, d. Alexis Phola Phola (diocesi di Boma – Repubblica Democratica del Congo, in servizio pastorale nelle parrocchie di Castelfiorentino e di Cambiano-Sala), d. Giampietro Giovannini, d. Foresto Niccolai.

Tra i diaconi permanenti hanno concluso il loro cammino terreno Giovanni Bocale, Riccardo Salucci, e Giovanni Zanobini.

Manteniamo vivo nella preghiera il ricordo di questi preti e diaconi, grati per il ministero da loro svolto nella nostra Chiesa.

Al nostro ricordo orante affido anche la memoria di Luca Gasparri, per tanti anni al servizio della segreteria dei vescovi fiorentini con fedeltà e cortesia.

Il nostro presbiterio si arricchisce di tre nuovi sacerdoti, ordinati lo scorso aprile: d. Marco Tognaccini, d. Álvaro Yobaly Flores Dinarte e d. Stefano Urbani. Due sono i nuovi diaconi permanenti, ordinati domenica scorsa: Matteo Cerboneschi e Alessandro Fei. Agli uni e agli altri esprimiamo fraterna accoglienza e sostegno nei primi passi del loro ministero.

Un saluto giunga ai nostri preti che, “fidei donum”, svolgono il loro ministero in altre Chiese nel mondo: d. Gherardo Gambelli è nel vicariato apostolico di Mongo, in Tchad, e conclude il suo servizio missionario nel corso del prossimo anno pastorale per rientrare tra noi; è prossimo al rientro in diocesi anche d. Paolo Sbolci che, insieme a d. Marco Paglicci, è in Brasile, a Salvador Bahia, nella parrocchia di Massaranduba, dove a gennaio è giunto d. Renato Barbieri; d. Tiziano Scaccabarozzi è a Tocantìns, sempre in Brasile, con l’Operazione Mato Grosso; d. Leonardo Mazzei, anch’egli con l’Operazione Mato Grosso, si trova a Chimbote, in Perù; sono in missione con il Cammino neocatecumenale d. Matteo Ambu in Corea del Sud, d. Ivan Ćapaljia in Montenegro e d. Davide Mazzoni in Ungheria. È in Germania d. Pietro Bartalesi, dopo il servizio lì svolto come cappellano dei migranti. A tutti quanti assicuriamo la nostra fraterna vicinanza e la comunione nella preghiera.

  1. Trasferimenti e nomine di parroci, vicari parrocchiali e sacerdoti collaboratori.

Questi le nuove nomine come parroci, vicari parrocchiali e sacerdoti collaboratori.

Vicariato di Antella – Ripoli – Impruneta: nella parrocchia di S. Maria a Quarto (Ripoli) il p. Alessio Moiola (comboniano) è nominato vicario parrocchiale e d. Albino Binaron (diocesi di Cotonou – Benin) sacerdote collaboratore; a S. Michele Arc. a Grassina viene destinato come sacerdote collaboratore d. Antony Papray (arcidiocesi di Madras e Mylapore – India).

Vicariato di Campi Bisenzio: d. Nicodemo Delli si dimette dall’incarico di parroco della parrocchia dei SS. Quirico e Giulitta a Capalle e ne viene nominato amministratore parrocchiale d. Bledar Xhuli.

Vicariato di Empoli – Montelupo e Vicariato di Firenzuola: non ci sono cambiamenti.

Vicariato del Mugello: a S. Maria a Dicomano d. Emmanuel Ntabomenyereye diventa parroco al posto di d. Nsalien Jean Denis Nswete, che prende un anno sabbatico; d. Matteo Perini sarà il nuovo parroco di S. Pietro a Vaglia, sostituendo d. Donath Rebeiro.

Vicariato di Pontassieve: d. Febin Rebello (diocesi di Cochin– India) viene nominato vicario parrocchiale nella parrocchia di S. Michele Arc. e S. Giovanni Gualberto a Pontassieve.

Vicariato di Porta alla Croce: per ragioni di salute d. Davide Massi lascia il servizio di vicario parrocchiale nella parrocchia del Sacro Cuore di Firenze, in attesa di ricevere un nuovo incarico; lo sostituisce come vicario parrocchiale d. Lukasz Oleksiak; nella parrocchia di S. Caterina da Siena a Coverciano don Sergio Merlini assume l’incarico di parroco moderatore.

Vicariato di Porta al Prato: d. Gideon Edos Obasogie (diocesi di Maiduguri – Nigeria) viene inviato come sacerdote collaboratore nella parrocchia della B.V.M. Regina della Pace; d. Bineesh Mankottil (arcidiocesi di Kottayam – India) sarà vicario parrocchiale a S. Maria Ausiliatrice a Novoli.

Vicariato di Porta Romana: d. Giovanni Emidio Palaia viene nominato vicario parrocchiale di S. Piero in Palco.

Vicariato di Porta San Frediano: d. Donath Rebeiro sarà parroco di S. Bartolo a Cintoia; nella parrocchia della B.V.M. Madre delle Grazie all’Isolotto viene nominato vicario parrocchiale d. Francis Okon Essien (diocesi di Uyo – Nigeria); per d. Antoine Metin (diocesi di Cotonou – Benin) c’è l’incarico di vicario parrocchiale a S. Lorenzo a Ponte a Greve e S. Quirico a Legnaia.

Vicariato di Rifredi: d. Clet Habakurama (diocesi di Gikongoro – Ruanda) è assegnato a S. Stefano in Pane come sacerdote collaboratore.

Vicariato di San Casciano – Tavarnelle – Montespertoli: d. Marco Tognaccini è nominato vicario parrocchiale di S. Cassiano a San Casciano Val di Pesa; d. Sebastian Mwaja (diocesi di Dodoma – Tanzania) sarà sacerdote collaboratore nella parrocchia dei SS. Martino e Giusto a Lucardo.

Vicariato di San Giovanni: non ci sono cambiamenti.

Vicariato di Scandicci: la parrocchia di S. Martino alla Palma è affidata a d. Marco Salvadori come amministratore parrocchiale; a Gesù Buon Pastore a Casellina è nominato vicario parrocchiale d. Álvaro Yobaly Flores Dinarte; vicario parrocchiale a S. Luca al Vingone sarà d. Yuri Berok (diocesi di Vitebsk – Bielorussia).

Vicariato di Sesto Fiorentino – Calenzano: non ci sono cambiamenti.

Vicariato delle Signe: alla Natività di N.S.G.C. a Lastra a Signa viene inviato come sacerdote collaboratore d. Luis Cecilia Adu-Poku (arcidiocesi di Kumasi – Ghana); alla parrocchia dei SS. Giovanni Battista e Lorenzo a Signa andrà vicario parrocchiale d. Luca Bazzani (Roma).

Vicariato della Valdelsa Fiorentina: d. Stefano Urbani sarà vicario parrocchiale a S. Tommaso a Certaldo.

Tutte le nomine verranno decretate a far data da settembre; gli interessati si accorderanno per definire i tempi di uscita e ingresso nei rispettivi uffici, da effettuare nel corso di settembre o in ottobre. Fino a quel momento ciascuno continuerà nel servizio pastorale che ricopre oggi. Invito tutti ad aiutare le comunità parrocchiali a comprendere che le scelte sono state fatte solo nell’interesse pastorale generale della diocesi, a cui ogni sacerdote e ogni parrocchia devono conformarsi con disponibilità.

Ricordo che i cambiamenti nelle parrocchie rette dai religiosi avvengono lungo tutto il corso dell’anno; per esse rinvio all’annuario diocesano che cercheremo di aggiornare alla ripresa dell’anno pastorale.

 

  1. Nomine in incarichi diocesani.

Negli uffici pastorali della Curia arcivescovile d. Leonardo Tarchi assume il compito di Responsabile del Centro di pastorale giovanile.

 

  1. Sacerdoti non diocesani che concludono il servizio ministeriale tra noi.

Ringraziamo di cuore per il ministero svolto nelle nostre parrocchie quanti sono stati tra noi per servizio pastorale come sacerdoti “fidei donum”: d. Francis Kurisunkal Alexander (diocesi di Cochin – India); d. Robert Tigga (diocesi di Purnea – India); d. Volodymyr Voloshyn (diocesi di Lviv – Ucraina)

Gratitudine esprimiamo anche ai sacerdoti che concludono la loro presenza a Firenze dopo aver completato i loro studi prestando nel contempo servizio alle nostre parrocchie come collaboratori nella pastorale: d. Somi Tantan Antoninus (diocesi di Bamenda – Camerun); d. Miguel John Rolly Carpio Vargas (diocesi di Carabayllo – Perù); d. Cyprian Toh Diang (diocesi di Bamenda – Camerun); d. Agonma Hervé Dossa (diocesi di Cotonou – Benin); d. Cornelius Obumnaeme Okere (diocesi di Owerri – Nigeria).

Abbiamo inoltre due trasferimenti che riguardano il nostro clero diocesano: d. Antonio De Togni ha chiesto di poter passare, per motivi di salute, alla diocesi di Verona, dove risiedono i suoi familiari; d. Massimiliano Gabbricci va a svolgere il suo ministero a Siena, luogo dei suoi più stretti legami. Dispiace che questi due cari e bravi confratelli interrompano il loro ministero tra noi, ma ritengo che le persone debbano avere il primo posto rispetto alle istituzioni. Ringraziamo ambedue per quanto hanno fatto per la nostra Chiesa locale. Don Gabbricci, peraltro, continuerà ad essere presente tra noi come docente della Facoltà Teologica, mentre sarà avvicendato da d. Giovanni Martini (di Mario) come cappellano dell’A.C. Fiorentina e da d. Simone Pifizzi come consulente ecclesiastico provinciale del Centro Sportivo Italiano.

Sono lieto di poter comunicare che, terminate le operazioni relative alla cessione del Convitto della Calza, la chiesa di S. Giovanni Battista ad esso annessa, rimasta nella proprietà dell’arcidiocesi, tornerà come avevamo già annunciato ad aprire le sue porte ai fedeli, affidata all’Opera della Madonnina del Grappa, che ringrazio per la generosa collaborazione.

 

  1. Concludendo

A tutti, a chi ha ricevuto un nuovo incarico e a quanti restano nel precedente ufficio, formulo un vivo augurio.

Sosteniamoci reciprocamente con la preghiera e con l’impegno per la collaborazione. Un posto speciale nella nostra preghiera lo riserviamo ai confratelli malati.

A tutti voi vada la mia gratitudine, la mia vicinanza fraterna e il mio incoraggiamento.

Sul nostro ministero invoco la protezione di Maria Ss.ma Annunziata e di tutti i Santi e Beati fiorentini.

 

Giuseppe card. Betori

Arcivescovo di Firenze