OMELIA NELLA SOLENNITÀ DELL’EPIFANIA DEL SIGNORE

«Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, alcuni magi giunsero da O-riente» (Mt 2,1).
I magi sono la primizia dei popoli pagani che giungono alla fede in Gesù Cristo. Posso-no essere considerati figure emblematiche di coloro che cercano la risposta alle grandi domande sull’uomo e su Dio, con la luce della ragione sostenuta dalla grazia dello Spi-rito Santo, che opera segretamente nell’intimo di ogni persona umana, a qualunque po-polo e cultura appartenga.
I magi sono dei sapienti: astronomi, filosofi e teologi nello stesso tempo. Hanno sete di verità e di salvezza. Desiderano la conoscenza che serve per la vita. Cercano risposte scrutando il cielo. Ed ecco, vedono splendere nella notte una stella straordinaria, che es-si interpretano, secondo la loro cultura, come segno della venuta di un grande re salvato-re.
Poi giunti a Gerusalemme, scrutano le Sacre Scritture degli Ebrei. Si mettono in ascolto della rivelazione profetica. «E tu Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero il più picco-lo capoluogo di Giuda; da te uscirà infatti un capo che pascerà il mio popolo, Israele» (Mi 5,1).
Guidati dal segno cosmico della stella e dalla rivelazione storica contenuta nella Scrittu-ra, arrivano finalmente all’incontro con il Salvatore. E sono ricolmati di gioia, perché in lui trovano la risposta ai più profondi desideri del cuore.
Si prostrano in adorazione davanti al Signore e gli offrono i loro tesori. Questo gesto bene simboleggia la pienezza della fede, cioè l’adesione consapevole, l’affidamento in-condizionato e il dono totale di se stessi.