Omelia della Notte di Natale 2002

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«Cristo è nato per noi! Venite adoriamo»!
«Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini che Egli ama»!
Un saluto pieno di affetto e di speranza a tutti voi qui presenti, a tutti i sacerdoti e i diaconi della Chiesa Fiorentina, alle suore e ai religiosi, alle pubbliche autorità, alle famiglie , ai bambini, ai malati, a coloro che sono senza casa, senza famiglia, senza lavoro.
A Firenze, ‘città dell’umanesimo’, auguro che creda nel Dio fatto uomo e creda nell’uomo, guardi al futuro con fiducia, slancio creativo e concordia di intenti, e sappia ringiovanirsi, anche dal punto di vista demografico, con la nascita di numerosi bambini.


[2]
Nella prima lettura è stato proclamato: «Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse [‘] Poiché un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio» (Is 9,1.5).
Nel Vangelo ci è stato narrato: «[Maria] diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia [‘] C’erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce» (Lc 2,7.9).
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