Solennità di Pentecoste
Assemblea pastorale diocesana
Cattedrale di Santa Maria del Fiore
24 maggio 2026
La Provvidenza di Dio ha voluto che la data della nostra assemblea diocesana coincidesse con quella della solennità di Pentecoste. La celebrazione eucaristica, a conclusione di questa giornata, ci permette di esprimere ora nel modo più bello e significativo il nostro ringraziamento per i doni che il Signore ci ha concesso in questo anno pastorale, non ultimo quello dei ministri (lettori, accoliti, catechisti) che saranno istituiti tra poco.
Le letture della Messa ci aiutano a rendere grazie e ad accogliere così la grazia del dono dello Spirito Santo senza il quale -come dice una bella preghiera-, Dio è lontano, Cristo rimane nel passato, il Vangelo è lettera morta, la Chiesa è una semplice organizzazione, l’autorità è una dominazione, la missione una propaganda, il culto una evocazione, e l’agire dell’essere umano una morale da schiavi. La liturgia della Parola di oggi ci offre tre immagini per esprimere la bellezza del dono dello Spirito Santo, che potremmo associare alla tre parole del titolo della nostra Assemblea: “Insieme, corresponsabili per la missione”.
La prima immagine è quella dell’acqua che disseta. La troviamo nel testo della Prima Corinzi: “Infatti noi tutti siamo stati battezzati mediante un solo Spirito in un solo corpo, Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti siamo stati dissetati da un solo Spirito” (1 Cor 12,13). La stessa immagine è presente anche nella preghiera detta Sequenza: “Lava ciò che è sordido, bagna ciò che è arido”. Lo Spirito come acqua che lava e disseta ci permette di vivere come membra di un unico corpo: proporzionate e armoniche fra loro e di essere così insieme. È interessante osservare che questa unità del corpo sia da intendere come il risultato di un processo. Nel testo greco troviamo infatti l’espressione eis en soma che potremmo tradurre più fedelmente: “verso un solo corpo”, “per formare un solo corpo”, tenendo conto del fatto che la preposizione eis è utilizzata principalmente per esprimere moto a luogo. Il cammino sinodale sta dando frutti più di quanto noi riusciamo a vedere e a percepire. Membra diverse e lontane fra loro si fanno vicine e solidali: gli animatori di una parrocchia della Valdelsa aiuteranno quelli di una parrocchia del Vicariato di Porta alla Croce di Firenze per un campo estivo, solo per fare un esempio davvero interessante di apertura alla creatività dello Spirito Santo che ci fa crescere verso un solo corpo.
La seconda immagine è quella del soffio che troviamo nel Vangelo di Giovanni. “Detto questo Gesù soffiò e disse loro: Ricevete lo Spirito Santo”. L’evangelista, descrivendo questo gesto di Gesù, ha in mente il racconto della creazione del libro della Genesi: “Allora il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente” (Gen 2,7). L’idea che si vuole trasmettere è quella di una nuova creazione realizzata per mezzo del dono dello Spirito, che ci trasforma interiormente. Anche noi oggi abbiamo bisogno del dono del soffio dello Spirito che ci faccia rivivere trasformandoci da collaboratori in corresponsabili. C’è una frase molto bella nella sintesi dei lavori dell’ultima Assemblea diocesana del settembre 2025: “Si ritiene necessario passare da una collaborazione per necessità a una scelta convinta di comunione e corresponsabilità.
Quando si tiene vivo l’orizzonte dell’annuncio, della carità, del servizio al territorio e dell’accoglienza, la corresponsabilità acquista senso e motivazione”.
La terza immagine è quella del fuoco, associata alla missione: “Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi” (At 2,3-4). L’immagine del fuoco richiama la manifestazione di Dio al Sinai, mentre quella delle lingue ricorda l’episodio della torre di Babele. Il dono dello Spirito Santo porta a compimento la nuova alleanza annunciata dai profeti: “Porrò la mia legge dentro di loro, la scriverò sul loro cuore” (cfr. Ger 31,33). Il fuoco dello Spirito ci rivela l’amore di Dio sempre più grande del nostro cuore e ci permette di essere missionari, sentendoci tutti coinvolti affinché nessuno si senta escluso dalla sua misericordia. È questo il senso della difficile frase: “a coloro a cui non perdonerete, i peccati non saranno perdonati”. Non significa che i discepoli abbiano un potere di “non perdonare”, si allude piuttosto al rischio di restare indifferenti davanti a chi si chiude al perdono, per la presunzione di sentirsi giusto o per la disperazione di sentirsi ingiusto. Un maestro dei novizi domenicano diceva: “Ama coloro ai quali predichi, se non li ami non predicare a loro, predica a te stesso”. “L’impegno dell’evangelizzazione arricchisce la mente e il cuore, […] ci fa uscire dai nostri schemi spirituali limitati” (EG 272).
Un iceberg, una magnifica montagna di ghiaccio bianco galleggiante, portata dalle onde del mare arrivò davanti a una spiaggia che era solo la punta estrema di un deserto. Proprio davanti all’iceberg si presentò una deliziosa duna di sabbia finissima e dorata. La duna e l’iceberg si presentarono educatamente, fecero conoscenza reciproca, chiacchierarono a lungo e alla fine si innamorarono l’uno dell’altra. Si resero conto che non potevano vivere l’uno senza l’altra e presero la decisione di sposarsi. La duna parlò con i suoi amici che gli dissero: «Sei impazzita, mia cara. Rimarrai attaccata al ghiaccio e il vento ti porterà ovunque e poi ti disperderà». L’iceberg a sua volta ne parlò con i suoi genitori. La sua mamma gli disse: «Sii ragionevole, figlio mio, niente sarà più come prima. La sabbia calda ti farà fondere completamente». Entrambi decisero invece di sposarsi e così questo angolo del deserto divenne un magnifico giardino pieno di fiori.
Spirito Santo vieni, dissetaci perché possiamo formare insieme un solo corpo, soffia su di noi perché possiamo rinascere dall’alto e sentirci corresponsabili, fa ardere con il tuo fuoco i nostri cuori perché ognuno possa dire: Io sono una missione su questa terra e per questo mi trovo nel mondo: illuminare, benedire, vivificare, sollevare, guarire, liberare,…trasformare i deserti in giardini.
