OMELIA NELLA MESSA DI RINGRAZIAMENTO A CONCLUSIONE DELL’ANNO CIVILE 2002

Un saluto deferente e cordiale alle autorità intervenute a questa liturgia di ringraziamento di fine anno. Un affettuoso saluto nel nome del Signore a tutti i sacerdoti e a tutti i presenti, particolarmente ai membri della famiglia paolina qui convenuti per ringraziare il Signore per la felice conclusione della causa del loro venerato fondatore Giacomo Alberione, che sarà beatificato nella prossima primavera, il 27 aprile. Sì, ringraziamo il Signore per questo apostolo della moderna comunicazione sociale e affidiamo alla sua intercessione gli operatori e gli utenti dei media.
Siamo all’ultimo giorno dell’anno 2002. Domani si ricomincia con un nuovo anno, il 2003. E’ il ciclo della natura, dei giorni e delle notti, dei mesi e delle stagioni, che passano e ritornano. E’ il tempo cosmico, che giustamente viene rappresentato dall’immagine del circolo. I popoli antichi lo consideravano il tempo fondamentale, la legge di tutta la realtà, e lo assolutizzavano con il mito dell’eterno ritorno. Ma la rivelazione biblica, pur riconoscendo i ritmi regolari della natura, ha una visione rettilinea dello svolgimento del tempo nel suo complesso. Il ritmo circolare è incluso in una storia lineare, dove Dio realizza il suo disegno, a favore dell’uomo. Secondo la Bibbia, Dio è eterno, trascendente, non è misurato dal tempo. Ma è lui che dà inizio al tempo: «In principio Dio creò il cielo e la terra» (Gen 1,1). Ed è lui che lo conduce al compimento ultimo: non per niente, la Bibbia si conclude con la divina promessa: «Sì, vengo presto» (Ap 22,22).
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