Invocazione per la pace in Terra Santa

L’Arcivescovo card. Giuseppe Betori, il rabbino Gadi Piperno e l’imam Izzeddin Elzir si sono ritrovati ieri, domenica 23 maggio nel giardino del Convento di San Salvatore al Monte alle Croci per invocare la pace in Terra Santa. Al termine delle preghiere di ciascuno i tre rappresentanti delle comunità hanno piantato insieme un ulivo. Pianta di grande valore simbolico, da sempre segno di pace, che rimarrà a ricordo del momento vissuto, ma anche come segno che la pace ha bisogno di lavoro e di cura perché sia vera e fruttuosa nel tempo.

L’Arcivescovo, prima della preghiera, ha ripreso le parole pronunciate da Papa Francesco durante l’incontro interreligioso “Nessuno si salva da solo – Pace e Fraternità” del 20 ottobre 2020:

“La fraternità, che sgorga dalla coscienza di essere un’unica umanità, deve penetrare nella vita dei popoli, nelle comunità, tra i governanti, nei consessi internazionali. Così lieviterà la consapevolezza che ci si salva soltanto insieme, incontrandosi, negoziando, smettendo di combattersi, riconciliandosi, moderando il linguaggio della politica e della propaganda, sviluppando percorsi concreti per la pace…
I credenti hanno compreso che la diversità di religione non giustifica l’indifferenza o l’inimicizia. Anzi, a partire dalla fede religiosa si può diventare artigiani di pace e non spettatori inerti del male della guerra e dell’odio. Le religioni sono al servizio della pace e della fraternità”.

Preghiamo Dio, onnipotente ed eterno,
che ci doni il coraggio di costruire sempre
ponti che avvicinano, strade che uniscono,
occasioni di incontro e condivisione
per essere promotori di ascolto, rispetto e solidarietà,
per così accogliere la vera pace che viene dall’Alto.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.