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A Castelfiorentino un parco dedicato al cardinale Piovanelli   versione testuale

È stato intitolato  alla memoria del Cardinale Silvano Piovanelli, scomparso due anni fa, il Parco della Pieve di Castelfiorentino alla cerimonia hanno partecipato il Sindaco, Alessio Falorni e tanti cittadini che hanno voluto manifestare il loro affetto e ricordo per Piovanelli che è stato parroco di Castelfiorentino per quasi vent’anni (1960-1979) prima di essere nominato Arcivescovo di Firenze (1983) e di ricevere la porpora cardinalizia (1985). Questo l'intervento fatto dal vicario generale della diocesi di Firenze mons. Andrea Bellandi. “E’ certamente significativo – ha sottolineato mons. Bellandi - il fatto che il primo gesto di un riconoscimento ufficiale al card. Silvano Piovanelli, dopo la sua morte, giunga, tramite l’intitolazione a lui del Parco della Pieve, da Castelfiorentino e non da Firenze, dove tuttavia ha vissuto un più ampio arco di tempo e dove ha rivestito cariche più alte di quella svolta qui in qualità di proposto. Ma è giusto così, in quanto questo paese è rimasto sempre il "suo" Castelfiorentino, in cui ha trascorso diciannove anni da proposto e ha, per così dire, “imparato” a fare il prete secondo il cuore di Cristo. Dopo i dodici anni di incarico come Vice-rettore al Seminario minore, al fianco di Mons. Bartoletti, nel 1960 fu trasferito qui a Castello ancora giovane (36 anni), per assumere la guida di una delle parrocchie più popolose e sicuramente a quel tempo “meno facili” della Diocesi, per le contrapposizioni ideologiche che allora (erano i tempi prima del Concilio e delle ancora forti divisioni politiche) si vivevano. Ebbene, il proposto don Silvano seppe entrare nella comunità castellana per così dire “in punta di piedi”, guadagnandosi a poco a poco il rispetto, la stima e l’affetto di tutta la popolazione e non solo dei cosiddetti “praticanti”.
Gli riuscì attraverso quel suo modo di porsi – che tutti, anche poi da Cardinale, gli hanno riconosciuto – delicato, affabile, mai sopra le righe, rispettoso delle diversità culturali di ognuno, e tuttavia sempre disponibile ad offrire uno sguardo e una parola di sostegno, conforto, consiglio. Nel suo testamento spirituale ha lasciato scritto significativamente: “Io sono nato povero e nonostante una vita piena di contatti con tante persone, tante situazioni e nonostante il mio percorso nella Chiesa, sono rimasto povero e quindi non ho nulla da lasciare; ho da lasciare soltanto amore; l’amore con cui ho cercato di incontrare gli altri”.
Questo amore con cui egli ha cercato di incontrare gli altri, tutti gli altri, ha avuto qui la sua prima palestra di prova e certamente fu un “allenamento” che lo ha fortificato, in vista anche dei ruoli di maggiore responsabilità che la Provvidenza gli avrebbe successivamente affidato. A nome dell’Arcidiocesi di Firenze ringrazio l’Amministrazione comunale, nella persona del suo Sindaco Falorni, per questo bel gesto con cui Castelfiorentino ha voluto onorare la memoria del suo amato proposto, dopo avergli già consegnato, nel 2000, la cittadinanza onoraria. Mi auguro che, ogni qualvolta un castellano entrerà in questo Parco per passeggiare e magari prendersi un momento di riposo e riflessione, un breve pensiero rivolto a don Silvano possa aiutarlo ad affrontare con maggiore serenità e amorevolezza il cammino della vita”