cerca nel sito Cerca
Lunedì 24 Giugno 2019
in Evidenza
 Diocesi Firenze » In evidenza » 2010 » Aprile » Vicenda Don Santoro - Comunicato dell'Arcidiocesi - Ufficio Stampa 
Vicenda Don Santoro   versione testuale
Comunicato dell'Arcidiocesi - Ufficio Stampa
Dopo un periodo di dialogo con don Alessandro Santoro,l'incontro con la comunità della Piagge e un costante confronto con gli organismi di partecipazione  al governo pastorale della diocesi (collegio dei consultori, consiglio presbiterale, consiglio pastorale), l’arcivescovo di Firenze mons. Giuseppe Betori ha preso atto che il periodo di riflessione e preghiera chiesto a don Santoro dopo la celebrazione del 25 ottobre scorso ha prodotto nel sacerdote quanto auspicato al momento in cui fu sollevato dall’incarico di cappellano delle Piagge. Mons. Betori ha deciso quindi di reinserire don Santoro nel ministero attivo. La decisione è avvenuta dopo che nei giorni scorsi don Santoro ha scritto una lettera all’arcivescovo  nella quale “si rende conto di aver provocato disagio e turbamento in buona parte della comunità ecclesiale e presbiterale” nonché afferma di volere “continuare ad essere prete in comunione con tutta la realtà ecclesiale” ed infine di “aver provocato” “anche se senza volere”, “un’incrinatura” in questa comunione. Don Santoro conclude la sua  lettera scrivendo al vescovo che  qualora dovessero presentarsi “situazioni particolari” e ‘al limite’”, in nome  della comunione  con “il corpo ecclesiale” lui le sottoporrà “alla riflessione  sua (dell’arcivescovo n.d.r.)  e degli organismi ecclesiali interessati”.  L’arcivescovo dopo essersi consultato stamani con il consiglio presbiterale ha incontrato nel pomeriggio don Santoro che ha sottoscritto la professione di fede e il giuramento di fedeltà consueti per chi assume un ufficio da esercitare a nome della Chiesa, come  ad esempio accade per i parroci. Nella formula, dopo la recita del Credo, si giura sul Vangelo fedeltà al Signore, alla sua Parola, alla Chiesa e alla dottrina del suo Magistero. E ci si impegna all’osservanza della disciplina della Chiesa e delle direttive del Vescovo (vedi allegato). L’arcivescovo alla luce di questi passaggi ha ritenuto anche opportuno che il ministero di don Santoro continuasse alla cappellania delle Piagge a partire da domenica prossima “per il periodo adeguato - come scritto dallo stesso don Santoro al consiglio presbiterale del febbraio scorso - a “finire il lavoro”, cioè accompagnare la comunità a crescere nel cammino di fede e a maturare in autonomia e ecclesialità”. Mons. Betori ringrazia la Fraternità di Romena per aver accolto don Alessandro Santoro in questo periodo di riflessione e preghiera, e don Renzo Rossi, che nello stesso periodo ha svolto il ruolo di cappellano alle Piagge con esemplare generosità, attenzione umana e spirito ecclesiale.
 
 
L'arcivescovo di Firenze sulla vicenda dichiara:
 
“Dopo un fraterno dialogo con don Alessandro Santoro, ho preso atto della lettera con cui il sacerdote ha riconosciuto che  la celebrazione da lui compiuta il 25 ottobre 2009 alle Piagge, è stata  lesiva della comunione ecclesiale, con conseguenze che sono andate al di là delle intenzioni soggettive.
Riconosciuto il pentimento del sacerdote e il suo dispiacere per il turbamento arrecato ai fedeli e al presbiterio, ho considerato concluso il periodo di sospensione disposto per don Santoro per un particolare esercizio di riflessione e preghiera, e l’ho reintegrato nell’ufficio di cappellano delle Piagge, in vista di accompagnare l’esperienza lì avviata a una più adeguata maturità nell’impegno ecclesiale e sociale. Don Santoro riprenderà il suo servizio alle Piagge a partire da domenica 25 aprile p.v.
Nell’assumere l’incarico don Santoro ha sottoscritto la formula di fede e il giuramento previsto dalla normativa canonica, in segno di piena adesione alla dottrina della Chiesa e di obbedienza al Vescovo diocesano.
Auspico che questa soluzione della vicenda, raggiunta grazie alla disponibilità e alla fiducia da parte di tutti, costituisca un nuovo inizio per il servizio pastorale di don Santoro e per la vita ecclesiale della gente delle Piagge e l’intera Chiesa fiorentina si senta richiamata alla fedeltà verso la fede e gli ordinamenti ecclesiali e non meno all’accoglienza delle persone secondo i principi evangelici della verità e della misericordia”.