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Cammino sinodale: dopo l'estate iniziano le Assemblee di zona   versione testuale
Dopo circa un anno dall’apertura ufficiale del Cammino sinodale pensiamo sia opportuno iniziare, da una parte, a tracciare un primo bilancio di quanto si è messo in moto in questi mesi, dall’altra aiutarci - laddove per varie ragioni si sia rimasti un po’ indietro oppure sussistano delle perplessità sulla natura del lavoro richiesto - a rilanciare una proposta per un vero processo di conversione della nostra Chiesa, magari chiedendo una mano ai referenti e agli animatori dei diversi vicariati, oppure anche ispirandosi ad iniziative intraprese da parrocchie vicine». Lo scrive il Vicario generale, mons. Andrea Bellandi, in una lettera inviata bei giorni scorsi a tutti i parroci.

La lettera annuncia l’idea di proporre, dopo l’estate, alcune assemblee zonali (raggruppando alcuni vicariati), nelle quali - presente l’Arcivescovo - iniziare una prima riflessione comune a partire da due domande di fondo: 1. Quali gli snodi (problematiche) a livello ecclesiale e sociale si ritengono più rilevanti per la missione della chiesa oggi?
2. Quali esperienze maggiormente significative emergono, che potrebbero essere eventualmente additate quali punti di riferimento per l’intera comunità diocesana?

L’occasione del tradizionale «mandato» agli operatori pastorali, che si terrà domenica 23 settembre in Cattedrale, sarà quindi anche il momento per riprendere solennemente il Cammino sinodale; successivamente, tra la fine di settembre e il mese di ottobre, si svolgeranno le assemblee di zona (probabilmente il sabato, tra il pomeriggio e la sera, secondo orari e luoghi ancora da stabilire). Queste assemblee serviranno anche a preparare, scrive mons. Bellandi, «la seconda "fase" del cammino sinodale, che ci vedrà impegnati ad allargare la nostra riflessione anche ad ambiti e contesti più ampi rispetto alle nostre comunità di fedeli».

La lettera del Vicario annuncia anche la decisione dell’Arcivescovo di rimandare il rinnovo dei membri del Consiglio pastorale diocesano al termine dello stesso Cammino sinodale (superando quindi la scadenza di fine maggio, che avrebbe visto il termine del mandato quinquennale). Anche alle parrocchie è lasciata facoltà di decidere, se lo ritengono opportuno, di adottare lo stesso provvedimento di rinvio, per assicurare continuità al Cammino sinodale.