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Al Museo dell'Opera del Duomo la Madonna di San Giorgio alla Costa di Giotto   versione testuale

Al Museo dell’Opera del Duomo la Madonna di San Giorgio alla Costa di Giotto. Per rendere fruibile questo capolavoro di proprietà della diocesi, l’Arcivescovo card. Betori ha chiesto all’Opera di Santa Maria del Fiore la disponibilità a ospitare la tavola nel museo visitato annualmente da 750 mila persone provenienti da tutto il mondo. Si tratta di uno dei dipinti più emblematici del rinnovamento assoluto del linguaggio artistico attuato da Giotto sul finire del XIII secolo. Ritenuta per lungo tempo perduta, dagli anni 1930 alcuni studiosi identificarono questa Madonna col Bambino con la tavola menzionata dal Ghiberti e dal Vasari come opera di Giotto per la chiesa di San Giorgio alla Costa. Manomessa nel primo Settecento per adattarla agli arredi della chiesa in ristrutturazione, nel Novecento l’opera fu trasferita in deposito nei locali della chiesa di Santo Stefano al Ponte a Firenze. La critica moderna è concorde nell’assegnare quest’opera alla prima maturità di Giotto, mentre permangono alcune divergenze sulla datazione: la maggior parte dei critici la ritiene un’opera realizzata intorno al 1295, considerando lo stile posteriore a quello sviluppato dall’artista negli affreschi della Basilica Superiore di Assisi. “Questa ipotesi, spiega Timothy Verdon, direttore del Museo dell’Opera del Duomo avvicina la tavola agli anni di progettazione e di avvio dei lavori della Cattedrale di Firenze, tra il 1294 e il 1296, anch’essa dedicata a Maria. Sia la forma gotica dello schienale del trono che l’utilizzo di inserti musivi e modanature di marmo rosa rientrano nel lessico decorativo elaborato da Arnolfo di Cambio, il primo architetto della cattedrale. Un confronto, che la collocazione del dipinto nello spazio del museo denominato ‘Belvedere’, da cui si vede la ricostruzione della facciata arnolfiana, vuole suggerire ”.