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Cammino Sinodale Diocesano sulla Evangelii Gaudium   versione testuale

Cari fratelli e sorelle,
mi rivolgo a voi all’inizio del cammino quaresimale, con cui la Chiesa invita a mettersi al seguito di Gesù per unirci al mistero della sua morte e risurrezione, condividendone l’amore con cui egli si è donato all’umanità, con sentimenti di umiltà, disinteresse e beatitudine. Sono i sentimenti di Cristo da far nostri, come ci ha invitato a fare Papa Francesco quando, il 10 novembre 2015, indicandoci il volto misericordioso di Gesù, l’Ecce Homo che si mostra con i segni della Passione nella cupola della nostra Cattedrale, ha parlato al V Convegno Ecclesiale Nazionale della Chiesa Italiana. In quella occasione ha condiviso con noi questo sogno: «Mi piace una Chiesa italiana inquieta, sempre più vicina agli abbandonati, ai dimenticati, agli imperfetti. Desidero una Chiesa lieta col volto di mamma, che comprende, accompagna, accarezza. Sognate anche voi questa Chiesa, credete in essa, innovate con libertà». E ci ha pure lasciato «un’indicazione per i prossimi anni: in ogni comunità, in ogni parrocchia e istituzione, in ogni Diocesi e circoscrizione, in ogni regione, cercate di avviare, in modo sinodale, un approfondimento della Evangelii gaudium, per trarre da essa criteri pratici e per attuare le sue disposizioni […] Siate creativi nell’esprimere quel genio che i vostri grandi, da Dante a Michelangelo, hanno espresso in maniera ineguagliabile. Credete al genio del cristianesimo italiano, che non è patrimonio né di singoli né di una élite, ma della comunità, del popolo di questo straordinario Paese».
            Questa chiara esortazione del Papa non può rimanere senza una nostra risposta. So bene che non si tratta di cominciare da ora, perché il suo invito ha già mosso molti tra noi e l’esortazione apostolica Evangelii Gaudium è stata al centro di iniziative che hanno visto protagoniste la stessa arcidiocesi, molte parrocchie e aggregazioni ecclesiali.
            È bene ora dare a questo nostro impegno una forma organica e condivisa. Lo faremo con un “Cammino sinodale sulla Evangelii gaudium”, un percorso per crescere insieme nella missione di testimonianza del Vangelo in questo tempo.
            Chiamiamo “sinodale” questo percorso perché vogliamo creare un ascolto attento di ciascuno e di tutti, per giungere a un consenso attorno ad alcuni, pochi ed essenziali, spazi di azione su cui intervenire con scelte da condividere. Tale consenso, nella prospettiva della fede, non sarà il risultato della somma delle nostre singole volontà, bensì la ricerca insieme della volontà di Cristo per noi. Perché è Lui che ci convoca ed è Lui che dobbiamo accogliere come guida, dandogli spazio tra noi perché Egli dia forma alla nostra Chiesa, così che essa sia una credibile immagine e rappresentazione di Lui nel mondo.
            L’ascolto che vogliamo promuovere riguarda noi stessi, la vita delle comunità ecclesiali e della realtà ecclesiale e culturale di oggi; riguarda in primo luogo Gesù e la sua parola, così come ci è trasmessa dalla Chiesa e insegnata dai Pastori, il Papa anzitutto.
            Presto, celebrata la Pasqua, vi invierò degli animatori che guidando l'inizio di questo cammino, vi aiuteranno a riscoprire la bellezza del Vangelo, a confrontarvi nella fraternità delle vostre comunità, e a individuare degli obiettivi condivisi per essere confermati dalle parole di Gesù: «Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro» (Mt 18,20).
Chiamo le nostre comunità parrocchiali, le comunità di vita consacrata, le associazioni, movimenti, gruppi, comunità e realtà ecclesiali di fedeli laici a essere un popolo di uomini e donne in ricerca della gioia del Vangelo. Vi chiedo di entrare in dialogo con Dio e di comprendere che Lui è in mezzo a noi, ci parla, ci accompagna, e ci vuole bene.
Vi benedico con gratitudine e affetto.
 
Giuseppe card. Betori