Papa Francesco: la fratellanza è la nuova frontiera dell’uomo

Papa Francesco ha celebrato oggi, 4 febbraio 2021, la prima Giornata Internazionale della Fratellanza Umana in un Incontro virtuale organizzato dallo Sceicco Mohammed Bin Zayed ad Abu Dhabi, capitale degli Emirati Arabi Uniti, con la partecipazione del Grande Imam di Al-Azhar, Ahmad Al-Tayyeb, del Segretario Generale dell’Alto Comitato per la Fratellanza Umana, il Giudice Mohamed Mahmoud Abdel Salam, del Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres, e di altre personalità̀.

La data è stata istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e coincide con la ricorrenza dell’incontro di Abu Dhabi del 4 febbraio 2019, quando il Papa e il Grande Imam di Al-Azhar firmarono il Documento sulla Fratellanza Umana per la pace e la convivenza comune.

Nel corso dell’evento sono stati presentati i vincitori del primo Premio Zayed ispirato al Documento sulla Fratellanza Umana: Latifa Ibn Ziaten e António Guterres

“Grazie a tutti – ha detto Papa Francesco nel suo discorso – per aver scommesso sulla fratellanza, perché oggi la fratellanza è la nuova frontiera dell’umanità. O siamo fratelli o ci distruggiamo a vicenda. Oggi non c’è tempo per l’indifferenza. Non possiamo lavarcene le mani, con la distanza, con la non-curanza, col disinteresse. O siamo fratelli – consentitemi –, o crolla tutto. È la frontiera. La frontiera sulla quale dobbiamo costruire; è la sfida del nostro secolo, è la sfida dei nostri tempi”.

Fratellanza, ha proseguito Papa Francesco, “vuol dire mano tesa”, “rispetto”. Vuol dire “ascoltare con il cuore aperto” e “fermezza nelle proprie convinzioni. Perché non c’è vera fratellanza se si negoziano le proprie convinzioni”. “Siamo fratelli, nati da uno stesso padre. Con culture e tradizioni diverse, ma tutti fratelli. E rispettando le nostre culture e tradizioni diverse, le nostre cittadinanze differenti, bisogna costruire questa fratellanza. Non negoziandola”.

O siamo fratelli o siamo nemici ha detto il Papa. “Voglio sottolinearlo: non possiamo dire o fratelli o non fratelli. Diciamolo bene, o fratelli o nemici. Perché l’indifferenza è una forma molto sottile d’inimicizia. Non c’è bisogno di una guerra per essere nemici. Basta essere indifferenti. Basta questa tecnica – è diventata una tecnica – questo atteggiamento di guardare dall’altra parte, non curandosi dell’altro, come se non esistesse”.

www.HumanFraternityDay.org

Lo scorso anno, il 30 gennaio 2020, a Firenze la comunità cristiana e quella musulmana si sono incontrate per riflettere proprio sullo storico “Documento sulla Fratellanza Umana” sottoscritto il 4 febbraio 2019 ad Abu Dhabi da Papa Francesco e il Grande Imam di Al-Azhar Ahmad Al-Tayyeb. L’incontro è stato aperto dai saluti dell’Arcivescovo di Firenze, card. Giuseppe Betori e dell’imam di Firenze Izzeddin Elzir che hanno firmato un testo in cui viene rinnovato l’impegno ad essere costruttori di pace.

“Facendo tesoro della viva esperienza di dialogo che caratterizza la nostra città e con la piena condivisione del Documento per la Fratellanza umana, la pace e la convivenza comune, auspichiamo che questo nostro momento di riflessione, ci apra a un Percorso verso un rapporto più strutturato tra le nostre realtà religiose, per una sempre più feconda amicizia Islamico- Cristiana”. Così si legge nel testo firmato dall’arcivescovo di Firenze e dal responsabile della comunità islamica fiorentina. Entrambi, nei loro interventi, hanno sottolineato la tradizione di Firenze come città di incontro e di esperienze di dialogo fra culture e religioni diverse, ricordando l’Umanesimo fiorentino e, in anni più recenti, l’impegno di Giorgio La Pira. Si legge ancora nel documento firmato a Firenze: “La nostra presenza insieme vuol essere un segno tangibile dell’amicizia che ci caratterizza e che ci lega, sollecitati dalle nostre Fedi che si fondano sulla medesima Speranza, radicata nella fiducia dell’Azione di Dio che, essendo Amore, chiede la partecipazione libera e responsabile di ogni singola persona umana, senza mai abbandonarla. E’ questa comune Speranza che ci fa incontrare per conoscerci sempre meglio, per imparare gli uni dagli altri, per stimarci reciprocamente; affinché, resi pacifici nel cuore possiamo costruire percorsi di pace e di giustizia finalizzata al bene, camminando idealmente e fraternamente gli uni accanto agli altri verso la Sorgente di ogni realtà”.