Nasce la “Consulta ecclesiale degli organismi socio-assistenziali”

La Caritas di Firenze seguendo il proprio Statuto, ha costituito la “Consulta ecclesiale degli organismi socio-assistenziali”, che raccoglie i rappresentanti degli organismi di volontariato di ispirazione cristiana e delle istituzioni assistenziali e caritative della Diocesi. Al momento è composta da 17 realtà.

La Consulta, che viene convocata dalla Caritas d’intesa col delegato arcivescovile per le opere sociali e caritative due volte l’anno, ha come obiettivo quello di stabilire un collegamento permanente fra gli organismi aderenti per uno scambio d’informazioni e di esperienze, nonché per elaborare proposte di orientamenti pastorali e interventi comuni. Nello specifico, persegue le seguenti finalità: coordina le iniziative di volontariato e delle opere caritative assistenziali, facilita la formazione e l’aggiornamento degli operatori e dei volontari, collabora con le istituzioni con l’intento anche di sensibilizzare l’opinione pubblica ecclesiale e civile sui bisogni emergenti.

“Una decisione di istituirla proprio ora – spiega Riccardo Bonechi, direttore Caritas – che nasce dal particolare momento storico che stiamo vivendo. I mesi del lockdown, le parole del Santo Padre in una San Pietro deserta nei giorni più difficili della pandemia, sono stati l’occasione per una riflessione profonda dell’importanza di fare rete con altre realtà associative del mondo cattolico e non, per riuscire a dare una risposta sempre più concreta a quanti si trovano nel bisogno. Un bisogno che oggi emerge forte anche in tante persone e famiglie che fino a questa drammatica emergenza sanitaria, riuscivano a far fronte alle spese ordinarie, al mantenimento dei figli. Perché come ci ha detto Papa Francesco: nessuno si salva da solo”.

“La Consulta – ha inoltre precisato Riccardo Bonechi – non vuole però essere una sovrastruttura, ma un organo di collegamento e di condivisione di sinergie utili a perseguire, a diffondere e a promuovere la missione verso la Carità in comunione di intenti con la nostra Chiesa fiorentina in modo da tradurre l’impegno di tutti verso interventi concreti coordinati nel rispetto delle specificità di ogni membro di essa”.

Anche mons. Marco Domenico Viola, Vicario episcopale per la carità, nel sottolineare come la Consulta permetterà “di essere ancora più capillari nei territori”, ha concluso ricordando come “fin dalle sue origini Firenze sia sempre stata una città votata al dialogo e in ascolto della sua comunità. Un ascolto che grazie a questa nuova ‘forma’ di collaborazione potrà davvero diventare a 360°, perché consentirà di trovare soluzioni attraverso una sinergia costante tra le realtà associative e i servizi da esse offerte”.