Epifania. L’Arcivescovo alla mensa della Caritas e al Meyer

Nel giorno dell’Epifania L’Arcivescovo di Firenze ha visitato la mensa dei poveri di via Baracca gestita dalla Caritas e l’ospedale pediatrico Meyer. Alla mensa il card. Betori ha incontrato i volontari e gli operatori della Fondazione Solidarietà Caritas onlus ringraziando i presenti, fra cui Riccardo Bonechi, direttore della Caritas diocesana, e Vincenzo Lucchetti, presidente della Fondazione Solidarietà Caritas Onlus, per l’impegno profuso in questi mesi di pandemia. “La vita spesso ci pone davanti a difficoltà e sofferenze – ha detto l’Arcivescovo durante l’incontro -, ma sono proprio questi i momenti che ci permettono di crescere nell’attenzione verso l’altro, verso chi è nel bisogno. Anche nella richiesta di un semplice pasto dobbiamo imparare a guardare oltre perché rappresenta solo l’apice di un cammino di fragilità di una persona. Per questo è importante la relazione, conoscere la vita di chi abbiamo di fronte, ponendoci in ascolto”.
Le mense della Caritas di via Baracca, San Francesco e Santi Fiorentini si sono riorganizzate e sono state in grado di dare risposta alle crescenti richieste di aiuto. Di fronte alle necessarie chiusure delle sale, sono stati consegnati kit pasto monodose, per un numero complessivo di circa 1.200 al giorno tra utenti delle mense e ospiti delle strutture della Fondazione.
All’ospedale Meyer le rigide regole imposte dalla pandemia hanno imposto una visita un po’ diversa dal solito. L’Arcivescovo è stato accolto dal direttore generale del Meyer, Alberto Zanobini, dal presidente della Fondazione Meyer Gianpaolo Donzelli, dal Direttore delle professioni sanitarie Patrizia Mondini. Particolarmente toccante l’incontro con Tommaso Casini, pediatra in servizio nell’Oncoematologia del Meyer e con la mamma di una piccola paziente che sta affrontando un lungo percorso terapeutico in questo reparto. Durante la visita, il card. Betori ha parlato della necessità di rispettare le regole e di quanto questa pandemia imponga a tutti una riflessione. “Questa emergenza – ha spiegato – ci ha insegnato che la cultura dell’individualismo è fragile ed è solo grazie alla responsabilità personale e sociale che possiamo uscire da questa situazione difficile”. Il cardinale ha infine insistito sul valore della speranza: “In tutte le situazioni critiche – ha concluso – dobbiamo trovare una strada che ci proietti verso il futuro, in un mondo diverso da prima”.