Card. Betori consegna Messaggio Giornata Pace in Palazzo Vecchio

Il messaggio di Papa Francesco per la 54.a Giornata Mondiale della Pace è stato ​presentato e consegnato oggi, 11 febbraio 2021 dall’Arcivescovo di Firenze, card. Giuseppe Betori al sindaco Dario Nardella, nel corso di una cerimonia in sala Lorenzo in Palazzo Vecchio.

Alla cerimonia, ristretta per le disposizioni anti Covid, hanno partecipato l’assessore al dialogo con le confessioni religiose Alessandro Martini, il presidente del consiglio comunale Luca Milani e i vicepresidenti Emanuele Cocollini e Maria Federica Giuliani, il presidente della commissione consiliare pace Donata Bianchi.

“La vostra accoglienza è segno della sensibilità con cui il Comune e la Città di Firenze vivono le tematiche legate alla convivenza umana e alla promozione della pace, avendo lo sguardo aperto non solo sul nostro territorio ma sugli scenari mondiali. – ha detto l’Arcivescovo all’inizio della presentazione del Messaggio. – La vostra accoglienza è altresì segno di come riconosciate nella Chiesa cattolica un interlocutore in grado di portare, con la sua dottrina e la sua esperienza, un contributo alla crescita di tutta la società civile”.

“Termino osservando come questo messaggio debba trovare un terreno particolarmente fertile tra noi, eredi di una storia in cui la cura degli altri, il farsi prossimi è stato uno dei caratteri più rilevanti di una identità da non disperdere. – ha concluso il card. Betori. – Prendersi cura dell’altro è stato un atteggiamento diffuso, generato nelle tante forme aggregative che dall’antica Confraternita della Misericordia in poi hanno animato in campo religioso e civile il tessuto sociale. Sottolineo questo radicamento nella società, chiedendo a chi vive la responsabilità delle istituzioni un’attenzione specifica per favorirne l’azione, nel rispetto di quel principio di sussidiarietà orizzontale per cui l’istituzione non deve sostituirsi alla vitalità dei corpi sociali intermedi o vincolarli in forme di subordinazione che ne limiterebbero l’agire. La diversità delle finalità va rispettata e dalla loro integrazione cresce la vita di una comunità nel suo insieme. La Chiesa cattolica fiorentina è consapevole della sua responsabilità in questo campo, sia come soggetto sociale che deve contribuire al bene di tutti, sia come promotrice al suo interno di forme di cura dei più deboli e fragili”.

In allegato il testo completo della presentazione del Messaggio dell’Arcivescovo